lunedì 4 luglio 2011

L’italia dei Valori Abruzzo ed “Il Centro”





  Spett.le Il Centro
                                                                                                                                                                              Dovrei presumere dal contenuto delle pagine regionali degli ultimi 10 giorni circa - nelle quali il PD è apparso da solo e spesso associato all’intera opposizione in Consiglio Regionale, mentre ad IDV non è stata offerta, benché esplicitamente richiesta, neppure la possibilità di dire la sua - che il nuovo Direttore de Il Centro non sia stato informato dei numeri della rappresentanza democratica in Consiglio Regionale.
Ad esempio del fatto che IDV conta 5 Consiglieri Regionali, rispetto ai 6 che conta il PD, o che proprio alle ultime regionali IDV è stata votata dal 15% degli abruzzesi (percentuale di pochissimo superiore a quella delle successive europee, pari al 13,73%), contro il 19% degli abruzzesi che ha votato il PD.
Potrei fornire altri dati
(ad esempio sulla produttività dei Gruppi regionali al 31.12.2010 o sull’impatto delle loro iniziative sul dibattito politico dei giorni successivi), ma non ritengo sia questa la sede opportuna.
Se così non fosse, dal mio punto di vista potrebbero essere solo due le spiegazioni possibili; spiegazioni che devo alla base del mio Partito, che legittimamente le sollecita ormai da alcuni giorni.
La prima.
Il Gruppo IDV in Consiglio Regionale, me compreso, è costituito da incapaci ed improduttivi (ma francamente sarebbe difficile trovare qualcuno disposto a crederci).
La seconda.
Il Centro – la cui libertà nella definizione della propria linea editoriale rispetto profondamente – ha deciso di non dare spazio e voce al livello regionale di IDV e, di conseguenza, di non comunicare con i propri elettori.
Poi nel dettaglio potrei parlare di innumerevoli altri aspetti, che però investono il mio personale punto di vista (ad esempio, io offrirei il palcoscenico dei possibili rimedi alla malattia a chi subisce la malattia, ovvero precari, giovani, disoccupati e piccoli imprenditori senza rappresentanza e non certo a chi, politici o non, la malattia la diffonde e la alimenta da anni), ma al momento quello che mi interessa è poter spiegare questa particolare situazione alla base del mio Partito.
Ciò segnalo, invitando espressamente a non interpretarlo come il tentativo di conseguire, dopo dieci giorni e decine di pagine, qualche riga per poter far conoscere il punto di vista di una forza politica che in Abruzzo più o meno rappresenta circa 100.000 elettori; ormai sarebbe persino controproducente.
Siamo, infatti, concentrati nella elaborazione di un nostro piano di comunicazione, con obiettivi, contenuti e strumenti che vorremmo costruire il più possibile adeguati e coerenti con il contesto che ci circonda.
Ed è proprio per questo che non possiamo fare finta di niente ed abbiamo, al contrario, il dovere di porci e di porre gli interrogativi che sin qui, pur se solo sommariamente, ho ritenuto di dover rappresentare, anche interpretando il sentimento dei miei Colleghi in Consiglio Regionale.
Spero di ricevere le risposte attese, magari dal Direttore, in occasione dell’appuntamento richiesto.

Cordialmente

Carlo Costantini

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